I portici davanti alla cattedrale di Genova sono diventati un rifugio per persone senza fissa dimora. I cittadini: “Sono persone fragili, il Comune intervenga”
Una delle serrande sotto ai portici, con le coperte e i cartoni per la notte
Genova – Le saracinesche sotto al porticato, davanti alla cattedrale di San Lorenzo, sono abbassate ormai da decenni. Negli ultimi mesi aveva manifestato interesse per quei locali la Tossini, azienda artigiana famosa per la focaccia di Recco.
Prima di Tossini, anche Iginio Massari aveva manifestato lo stesso desiderio: “Mi sarebbe piaciuto molto, mi sono impegnato in quel progetto ma purtroppo non è stato possibile concretizzarlo. Ci sono stati problemi con gli eredi del palazzo”, ha raccontato poi al Secolo XIX.
Quei portici sono diventati ora un rifugio per persone senza fissa dimora. “La situazione non è recente, va avanti da quest’estate”, racconta Stella Seitun, residente nel centro storico e portavoce del Comitato centro storico di Genova. “Ora però, con l’arrivo del freddo, sta diventando un’emergenza. Ogni notte dormono lì in media quattro persone, possibile che nessuno si preoccupi per le loro condizioni di salute?”.






