A partire dal tendone-dormitorio di Porta San Lorenzo, allestito con i fondi del Giubileo e operativo fino a data da destinarsi. La prima a prendere la parola è stata Katia Pace, presidente del Comitato di quartiere e organizzatrice dell’incontro. «Siamo stanchi. Queste politiche di accoglienza non stanno funzionando. Siamo stati accusati di essere allarmisti, di essere razzisti, ma qui è chiaro a tutti che la tensostruttura voluta dal Campidoglio non fa che aggravare la situazione, attirando un maggior numero di senzatetto e di delinquenti», ha detto. Le ha fatto eco Cristiano Morgante, altro rappresentante del Comitato. «Roma è una città complessa e non facile da governare, ma questa non può essere una giustificazione per trasformare San Lorenzo in una valvola di sfogo, in una terra insicura. Installare la tensostruttura in un quartiere già in difficoltà è stato un errore. Soprattutto perché non tutti i disperati sono disposti a integrarsi. Noi siamo costretti a ripensare la nostra routine a causa delle persone ubriache o sotto effetto di sostanze stupefacenti che sono libere di girare e di aggredire i cittadini», ha scandito.
Roma, anche San Lorenzo si è stancato del buonismo: "Via i senzatetto da qui"
Rossi sì, ma rossi di rabbia. A San Lorenzo , quartiere con il cuore storicamente a sinistra, i residenti sono esausti. Ieri, dopo gli ennesim...







