HomeMacerataCronacaScatta il terzo aumento sulla bolletta della TariL’incremento è del 6,1%. L’incasso andrà a coprire i maggiori costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti che ammontano a 10 milioniUn operaio addetto alla raccolta dei rifiuti (. foto d’archivioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer il terzo anno consecutivo aumenta la tassa sui rifiuti. Una corsa che non si ferma e che coincide con un pessimo dato della raccolta differenziata, a giugno scesa a livelli bassissimi - sotto il 70% - e per trovare un dato peggiore occorre andare indietro di tredici anni, al 2013. Si differenza meno e si paga di più e per far quadrare i conti del 2026 le bollette saranno più pesanti del 6,1%. L’incasso andrà a coprire i maggiori costi di raccolta e di smaltimento che ammonteranno ad almeno 10 milioni di euro. Il settore finanze del Comune ha da pochi giorni predisposto il piano economico finanziario 2026, numeri da cui è scaturito il calcolo della percentuale da caricare sulle fatture che arriveranno ai civitanovesi.
Con questo ulteriore incremento Tari l’aggravio complessivo nel triennio è del 22%, considerato che nel 2024 fu dell’8,38% e nel 2025 del 7,74%. Fatture più care, un servizio non migliorato, ma a pesare sulle famiglie e sulle imprese sono le spese che gravano su ogni Comune del maceratese per coprire il costo dello smaltimento dei rifiuti fuori provincia, dove il Cosmari è costretto ad abbancare tonnellate di immondizia non disponendo di adeguata discarica, e a prezzi naturalmente molto più alti rispetto a quelli che verrebbero generati da una soluzione casalinga. I ritardi dovuti alle mancate decisioni dell’amministrazione provinciale nella scelta del sito per un nuovo impianto hanno provocato l’esplosione dei costi di smaltimento e ogni Comune è per questo chiamato a ripianare in quota parte la spesa. Che, ogni anno, cresce di circa mezzo milione di euro; dagli 8.900.000 euro del 2024 si è passati ai 9.560.000 dell’anno scorso e quest’anno è del tutto probabile che verrà sfondata la quota dei 10.000.000. Per legge la somma deve essere coperta dalle entrate tariffarie, dove confluiscono molte voci di spesa e non sono solto quelle relative alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.










