<p>Il ceo di Tim, Pietro Labriola, scrive ai dipendenti una lettera sull'opas di Poste Italiane nel giorno (il 20 luglio) in cui parte ufficialmente e dopo che nel weekend il cda ha approvato all'unanimità l'offerta, ritenendo «congruo il corrispettivo dell'offerta dal punto di vista finanziario» e valutato «positivamente il razionale e le prospettive industriali dell'operazione».
L'opas perciò avviene «in coerenza con il percorso di trasformazione intrapreso dal nostro gruppo»: infatti, per Labriola, l'operazione «non è soltanto finanziaria», ma «un progetto industriale di lungo periodo». </p><p>Per l'ad di Tim, avere Poste Italiane come principale azionista industriale significa «poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la nostra capacità di investimento, accelerare l'innovazione e creare nuove opportunità di crescita».
Inoltre «le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle nostre due aziende sono complementari e rappresentano una base solida per sviluppare nuovi servizi e generare valore nel tempo». </p><p>Il ceo dell'ex incumbent tlc rimarca come l'operazione sia possibile grazie al fatto che «negli ultimi quattro anni abbiamo riportato Tim su un percorso di credibilità, trasformazione e risultati», con decisioni «coraggiose» che oggi consentono oggi «di affrontare questa nuova fase da una posizione completamente diversa rispetto al passato».














