<p>Il 4 settembre si avvicina a grandi passi ed è cerchiato in rosso nell'agenda di Giorgia Meloni perché le consentirà di conquistare un primato cui tiene molto: il suo governo diventerà il più longevo nella storia repubblicana. </p><p>Da quel momento alla fine naturale della legislatura mancherà ancora più di un anno, ma appare ormai già quasi certo che questo traguardo non sarà tagliato.
Il toto voto anticipato impazza a Montecitorio e a Palazzo Madama, dove lo sguardo di molti parlamentari è da tempo orientato verso aprile o giugno del prossimo anno.
Ma l'impennata di consensi di cui sta beneficiando Fn, il movimento del generale Vannacci, a discapito dei partiti della maggioranza e le tensioni crescenti in seno al centrodestra - emerse sotto forma di franchi tiratori in occasione del voto sull'emendamento alla legge elettorale promosso dalla premier per ripristinare parzialmente le preferenze - contribuiscono a tenere sul tavolo anche l'opzione di un anticipo delle elezioni già in autunno. </p><p>A confermarlo di fatto è stato nei giorni scorsi anche il ministro Francesco Lollobrigida affermando che «se non ci saranno le condizioni per andare avanti» si potrebbe votare «anche subito».












