Sale la tensione nel Golfo. Dopo la nona notte consecutiva di raid degli Stati Uniti sull’Iran, tra domenica e lunedì, Teheran ha risposto attaccando gli alleati Usa, Kuwait e Bahrein, e colpendo un’altra nave a Hormuz. Tra venerdì e domenica nello Stretto sono transitate, in media, 10 navi al giorno, la maggior parte delle quali seguendo la rotta controllata dall’Iran. E, ora, con il blocco del traffico marittimo saudita nel Mar Rosso – uno stop che potrebbe interessare oltre il 3% del mercato petrolifero globale – la situazione rischia di precipitare. Tanto che, dopo il fallimento dell’accordo di pace preliminare di metà giugno, il Qatar ha avanzato l’ipotesi di un cessate il fuoco di 10 giorni e della revoca delle restrizioni alla navigazione nello Stretto. Un’ipotesi che sarebbe ora al vaglio dei negoziatori di Iran e Stati Uniti, volta a allentare la tensione, offrendo, in primis, una boccata d’ossigeno ai mercati energetici globali. Donald Trump, tuttavia, non accenna ad abbassare i toni e – di fronte a un bilancio dei propri caduti salito a quota 17 dall’inizio del conflitto – annuncia una nuova direttiva: “Ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano, pagherà per la sua morte molte volte!”
Iran-Usa, spiragli di tregua. Verso (breve) riapertura di Hormuz. Intanto crollano gli utili di Ryanair
Nuovi picchi per petrolio e gas, il prezzo della benzina sale oltre i 2 euro. Gli Houthi annunciano embargo marittimo contro l’Arabia Saudita










