La mafia non si combatte soltanto nelle aule dei tribunali o con gli strumenti della repressione. Serve anche una battaglia culturale, perché la criminalità organizzata punta a conquistare non solo territori e interessi economici, ma anche le coscienze. È il messaggio arrivato da Palermo durante la quinta edizione di Parlateci di mafia, l’iniziativa promossa dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia in collaborazione con l’Ufficio studi del partito.

«La mafia non cerca di dominare solo i territori, ma anche le coscienze. Tuttavia può essere sconfitta e deve essere combattuta, non solo con le leggi, ma anche con la cultura», ha detto Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di FdI, ricordando le figure di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. «Continuano a indicarci la strada con il loro esempio. Borsellino parlava del “fresco profumo della libertà”: dobbiamo difenderlo ogni giorno».

Il filo conduttore dell’incontro è stato quello della ricerca della verità sulle stragi e sulle vicende ancora oggetto di approfondimento. Un tema richiamato dal presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, che ha sottolineato il ruolo della Commissione Antimafia. «Il miglior modo per ricordare chi difese la legalità è ricercare la verità, come sta facendo la commissione Antimafia. Stanno uscendo fuori cose nuove, come il dossier mafia e appalti». Per Malan, il lavoro in corso dimostra che «il sacrificio di uomini e donne che hanno immolato la propria vita non è stato vano».