La destra rincorre il caso Roggero ma si divide sulla legittima difesa. Da una parte c'è la Lega, che ha depositato un provvedimento – a prima firma Claudio Borghi – che allarga (di molto) le maglie della non punibilità; dall'altra Forza Italia che, per bocca del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, stoppa la proposta del Carroccio."Sarebbe un grave errore modificare la disciplina della legittima difesa sull'onda dell'emotività – ha ribadito Sisto intervenendo a Rai News 24 –. La normativa è stata già aggiornata negli anni scorsi e conserva due principi che non possono essere sacrificati: l'attualità del pericolo e la proporzione tra offesa e reazione. Sono i cardini che distinguono la legittima difesa da una liberatoria indiscriminata e incontrollabile. Dispiace, inoltre, che una proposta di tale rilevanza sia stata avanzata senza un preventivo confronto con gli altri alleati di governo; per di più sponsorizzando norme che, per conformazione e asistematicità, rischiano di creare più incertezze che soluzioni".Nel caso di Mario Roggero, secondo i giudici, sono venuti meno proprio i due principi cardine della legittima difesa. Per questo è stato contestato – pur riconoscendo tutte le attenuanti previste – l'omicidio volontario. Borghi ora torna su uno storico cavallo di battaglia della Lega: la difesa è sempre legittima (lo rivendicava anche Matteo Salvini quando, nel 2019, veniva modificata la normativa, ma Roggero è stato condannato nonostante quella norma).Ma cosa prevede la proposta di Borghi? Il testo presentato dal leghista punta a modificare l'articolo 52 del codice penale prevedendo la non punibilità di "qualsiasi reazione" nella immediatezza di una "aggressione a mano armata" in casa o in negozio "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta".Nella relazione che accompagna il ddl, Borghi argomenta che di fronte a un'aggressione armata e improvvisa la vittima non ha né il tempo né la lucidità per calibrare la reazione secondo i criteri di proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza, valutabili solo a posteriori. La non punibilità scatterebbe solo con tre requisiti congiunti: un'aggressione a mano armata, il fatto avvenuto nel domicilio o nell'esercizio commerciale o professionale, e l'immediatezza tra offesa e reazione. La disciplina attuale, si legge nel testo, è percepita come più attenta alla tutela dell'aggressore che a quella della vittima. Già in un'intervista a La Stampa Sisto aveava espresso tutti i suoi dubbi sulla proposta leghista che, "così com'è, è inaccettabile" perché "sconvolge i cardini del diritto penale". Forza Italia – precisa – è d'accordo a chiedere la grazia per Roggero, ma la grazia "non può essere un modo per cancellare le sentenze". Il rischio, avverte, è quello di un "liberi tutti" scritto "sulla scorta di qualsiasi emotività", con un metodo "näif" e irrispettoso del confronto dentro la coalizione. Il viceministro giudica invece corretta la visita di Salvini a Roggero in carcere e "pacato" il ragionamento di Giorgia Meloni, che ha parlato di pena sproporzionata e del fatto che non si possano giudicare la paura e il dolore del gioielliere: una riflessione, conclude, "tutt'altro che populista".
Sulla legittima difesa Forza Italia prende le distanze dalla Lega. Sisto: "No a norme che creano più incertezze che soluzioni"
Il viceministro della Giustizia si smarca dalla proposta di Claudio Borghi, che prevede la non punibilità di "qualsiasi reazione" nella immediatezza di una "agg










