Difesa sempre legittima. O quasi. Qualcuno, nella Lega, l'ha già ribattezzata la "pdl Roggero". Non perde tempo, il partito del vicepremier. Annuncia una proposta di legge ispirata alla vicenda del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per duplice omicidio. L'obiettivo del Carroccio è semplice: allargare - e di molto - le maglie della legittima difesa. Prevedendo la non punibilità di «qualsiasi reazione» nell'immediatezza di un'aggressione a mano armata in casa o in negozio, a prescindere da ogni altra condizione. «Indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati - si legge nel testo a prima firma del senatore Claudio Borghi -, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Un Far West legalizzato, saltano su dalla sedia le opposizioni. «Se tutti la voteranno - replica Borghi via social - il giorno dopo Roggero sarà libero. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella».
Da giorni, dopo la condanna in Cassazione dell'orafo di Grinzane Cavour che ha inseguito e sparato ai due banditi in fuga che avevano tentato di rapinarlo, la maggioranza si interroga sul da farsi. Intervenire sì, ma come? Matteo Salvini tira dritto. «Lavoriamo affinché trascorra in carcere il minor tempo possibile», fa sapere il numero uno della Lega. Salvini vorrebbe candidarlo in Parlamento, il gioielliere. E ieri per il secondo giorno di fila è tornato a fargli visita in carcere a Bollate indossando una maglietta con su stampata la sua faccia: «Grazia subito per Mario Roggero». Il vicepremier gli ha pure consigliato di scrivere un libro, per raccontare la sua vicenda. E ha dato mandato di studiare le carte per capire come aiutarlo alle due menti giuridiche di via Bellerio, Giulia Bongiorno e Simonetta Matone. Mentre si interroga sul da farsi Giorgia Meloni. Per la presidente del Consiglio la condanna al gioielliere è «sproporzionata», ha fatto sapere al Corriere, confermando di essere stata lei a chiedere a Nordio di avviare l'istruttoria per la grazia che nei giorni scorsi ha innescato il cortocircuito con il Quirinale. Ma dalle parti di FdI le opinioni divergono.Perché un conto è cambiare la norma affinchè non siano più dovuti risarcimenti ai parenti di chi ha perso la vita mentre stava commettendo un crimine. Altro conto è ampliare a tal punto il concetto di legittima difesa da farlo somigliare quasi a un diritto di vendetta. Anche a via della Scrofa, più d'uno teme che la strada per un intervento normativo che possa "scudare" il gioielliere piemontese sia in salita. I Fratelli però non vogliono lasciare campo libero a Salvini e Vannacci e così ecco che ieri al carcere di Bollate si è presentato Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera e peso massimo del partito meloniano.La premier intanto prende tempo, si consulta con i ministri e i tecnici. Un ritocco alle norme con ogni probabilità ci sarà, ma è ancora tutto da calibrare. L'idea è quella di ampliare lo spazio in cui la difesa è ritenuta legittima: non solo dentro casa ma anche nelle immediate vicinanze.Dossier da approfondire. Anche per non urtare contro il muro che di ora in ora sembra alzarsi da Forza Italia, a cominciare dagli azzurri più vicini a Marina Berlusconi. Che di una legge come quella approntata dal Carroccio, che per la verità non scalda troppo i cuori neanche di FdI, non vogliono neanche sentir parlare. Chiedere al capogruppo forzista Enrico Costa. Che invita gli alleati a evitare «fughe in avanti» su un argomento, la legittima difesa, «già ampiamente dibattuto in Parlamento nelle scorse legislature» proprio su input della Lega. «Un legislatore scrupoloso - avvisa il presidente dei deputati azzurri - non deve assumere decisioni sull'onda emotiva di fatti di cronaca». Servono «equilibrio e ponderazione». Se non è uno stop, poco ci manca.E mentre galoppa la raccolta firme per la clemenza a Roggero, attivata da quasi tutti i partiti del centrodestra e in parallelo anche da Roberto Vannacci (quella leghista supera quota 120mila sottoscrizioni), dal carcere il gioielliere corregge il tiro. E secondo quanto riferisce il suo legale Sergio Novani al Giornale, chiede scusa al capo dello Stato. «Mi dispiace per il presidente Mattarella - avrebbe detto Roggero all'avvocato - mi rendo conto di avergli rivolto un appello troppo freddo». Prima di entrare in carcere infatti il 72enne aveva chiesto all'inquilino del Colle di mettersi «una mano sulla coscienza»: «Ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti», le sue parole. Dettate, dice ora Roggero, dal fatto di essere «schiacciato dalla tensione del momento» e dall'imminente ingresso in carcere.










