Ora la Lega vuole anche cambiare la legge sulla legittima difesa, la stessa firmata proprio da Matteo Salvini, quando era ministro dell’Interno nel governo Conte I. Un ddl a firma del senatore Borghi riscrive la norma attuale, eliminando i requisiti di “proporzionalità” e “pericolo attuale” e allargando così le maglie delle condotte non punibili.
Non solo la richiesta della grazia del capo dello Stato per Mario Roggero. Ora la Lega vuole anche cambiare la legge sulla legittima difesa, la stessa firmata proprio da Matteo Salvini, quando era ministro dell'Interno del governo Conte I, nel 2019. Il Carroccio sta preparando un disegno di legge, a prima firma del senatore Claudio Borghi, che punta ad allargare le maglie della legittima difesa e assolvere vicende simili a quelle del gioielliere 72enne, condannato in via definitiva per dopo aver sparato a i tre ladri che lo avevano rapinato, uccidendone due.
Cosa cambierebbe dunque? Oggi la legge sulla legittima difesa, ovvero l'articolo 52 del codice penale, stabilisce che "non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa". Due gli elementi centrali: la reazione deve essere commisurata all'offesa e giustificata da un pericolo in atto nel momento in cui la si compie. Elementi che i giudici non hanno ravvisato nella condotta del gioielliere, il quale nel 2021 aveva sparato ai rapinatori mentre questi fuggivano (a pericolo finito insomma). L'articolo è stato modificato con la riforma del 2019, fortemente voluta da Matteo Salvini. L'intervento ha aggiunto che chi reagisce a un'intrusione compiuta "con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone" agisce "sempre" in stato di legittima difesa e ha escluso la punibilità se "chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità" si trovava in uno "stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".










