Giustizia 21 luglio 2026 Secondo gli esperti, il disegno di legge va contro i principi costituzionali e internazionali, legittimando di fatto la vendetta personale Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini esce dopo la visita a Mario Roggero nel carcere di Bollate a Milano, 18 luglio 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI «Un raro pezzo di analfabetismo giuridico», «un ritorno al paleolitico», «una legittimazione alla vendetta». Così diversi esperti contattati da Pagella Politica hanno commentato il disegno di legge annunciato il 20 luglio dal senatore della Lega Claudio Borghi per ampliare la legittima difesa. Il testo allarga il perimetro della legittima difesa ai casi di aggressione a mano armata a casa o al lavoro, giustificando qualsiasi reazione da parte della persona offesa. Il disegno di legge fa seguito a quanto proposto nei giorni scorsi dal segretario del partito Matteo Salvini. Riferendosi al caso di Mario Roggero, Salvini ha detto che il Parlamento dovrà ragionare su una nuova riforma della legge sulla legittima difesa, per ampliarne «il perimetro all’esterno delle case in caso di rapina con aggressione a mano armata».
Mario Roggero è il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato definitivamente dalla Corte di Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Roggero nell’aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al suo negozio, mentre i rapinatori erano in fuga. Secondo Borghi, se la nuova proposta della Lega sulla legittima difesa diventasse legge, qualsiasi cittadino potrebbe reagire liberamente a un’aggressione armata in casa o al lavoro, senza il rischio di essere punito per la propria reazione. In più, secondo il senatore della Lega l’approvazione della proposta consentirebbe a Roggero di uscire dal carcere senza che sia necessaria la grazia da parte del presidente della Repubblica, per effetto dell’articolo 2 del Codice Penale, che prevede la cessazione degli effetti di una condanna per un reato che è stato cancellato.










