Il Carroccio deposita il ddl che rende non punibile «qualsiasi reazione» a un’aggressione armata, Fratelli d’Italia rilancia una proposta ferma da oltre un anno contro i risarcimenti ai rapinatori, Futuro Nazionale chiede un’informativa urgente a Nordio. Frenano gli azzurri
Il caso di Mario Roggero non riapre soltanto il dibattito sulla legittima difesa. Riaccende anche la competizione a destra sul fronte della sicurezza. Ieri, 20 luglio, la Lega ha deposita un disegno di legge per rendere non punibile chi reagisce a un’aggressione armata, oggi Fratelli d’Italia rilancia un vecchio ddl contro i risarcimenti ai rapinatori, mentre Futuro Nazionale di Vannacci accusa la maggioranza e ricorda le proposte già avanzate ad aprile con i propri emendamenti. A spezzare il fronte è Forza Italia, che difende le norme attuali e avverte: «non voteremo norme che rischiano di abbattere lo Stato di diritto».
La Lega: sia non punibile «qualsiasi reazione»
La proposta più radicale arriva dal senatore leghista Claudio Borghi. Il ddl depositato a Palazzo Madama modifica l’articolo 52 del codice penale e introduce una nuova causa di non punibilità per chi reagisce a un’aggressione armata nel proprio domicilio o nel luogo di lavoro.










