Quattro titoli europei, una Uefa Nations League ed ora due Mondiali. La prima nazionale ad aver sommato la Coppa maschile a quella femminile, vinta nel 2023. La Spagna é sempre più la potenza calcistica del 21mo secolo. Lo ha confermato la finale contro l'Argentina. In panchina Luis de la Fuente, un allenatore figlio della sua federazione, dove fin dal 2013 si é occupato di formare le varie Under. Dal 2022 ct de La Roja, si deve anche a lui se l'attenzione maniacale sui settori giovanili dei club ha dato i suoi frutti: la nazionale neo campione del modo ha un'età media di 26 anni e mezzo e della rosa 18 giocatori su 26 avevano infatti lavorato con il ct già nelle giovanili.

Quantità e qualità in tutti i ruoli, con un lavoro che arriva da lontano. Da Aragones a Del Bosque, fino a De la Fuente, passando per Luis Enrique, ogni ct ha aggiunto un mattone, posto le basi per sollevare un altro trofeo. Le famose 'canteras' si fondano su una metodologia unificata che mette al centro il controllo del pallone, la comprensione tattica del gioco ed il divertimento dell'atleta. E quest'ultimo aspetto fino ad una certa età resta una priorità. Il pallone é sempre protagonista.

Le società investono massicciamente nella formazione precoce, sia nel settore maschile che femminile, grazie a incentivi strutturali, finanziamenti vincolati e ad un sistema di regole che rende appetibile far crescere i giovani di casa propria. In un Paese di quasi 50milioni di abitanti i tesserati nel calcio sono oltre 1,2 milioni con una crescita costante tra le donne: oltre ai giocatori brillano anche gli allenatori come Luis Enrique al Psg o Arteta all'Arsenal. Il risultato é una rete diffusa di accademie che condividono impostazione e metodo, in modo che la confluenza da vari club nelle nazionali non snaturi le impostazioni base del gioco: costruzione dal basso, possesso palla, doti tecniche del singolo, non importa che gioghi in difesa, a centrocampo o in attacco. Ecco perché la Liga è, tra i principali campionati europei, quello che registra il maggiore impiego di giovani: gli Under 21 rappresentano circa il 7% del minutaggio totale del campionato. In Serie A gli U.21 raccolgono appena il 2%. Tra i cinque tornei di riferimento, la percentuale varia a seconda della stagione: tuttavia, le squadre iberiche hanno storicamente una quota di utilizzo giovanile che si aggira in media tra il 7% e il 15%. Il Barcellona si distingue, arrivando a superare il 20% di minuti giocati da U.21. Il già affermatissimo Lamine Yamal ha compiuto 19 anni a Mondiale in corso. E la stragrande maggioranza sono di nazionalità spagnola.