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A dieci giorni dall'allontanamento di due funzionari russi accusati di spionaggio a Roma, il Cremlino mantiene la promessa e "risponde adeguatamente"
© Ansa
Sono stati espulsi "senza motivo" l'addetto militare italiano a Mosca e un suo collaboratore. Lo ha scritto in un post social il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La Russia l'aveva annunciata, e a dieci giorni di distanza è arrivata la "risposta adeguata" all'espulsione di due addetti militari dell'ambasciata russa a Roma, accusati di spionaggio. "Si tratta di un plateale atto di ritorsione", è l'accusa di Tajani su X.
"La Federazione russa ha espulso, senza motivo, l'addetto militare italiano a Mosca con un suo collaboratore", si legge nel post su X del titolare della Farnesina. "Si tratta di un atto di plateale ritorsione per l'espulsione dall'Italia di due addetti militari russi, loro sì colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale".










