I due addetti dell'ambasciata avranno tre giorni di tempo per lasciare Roma. E intanto Mosca annuncia: «Risponderemo»
Il governo ha espulso due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia. Ad annunciarlo, con un post sui social, è il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, i due si sarebbero resi responsabili di attività di spionaggio per conto del Cremlino. «Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale», attacca Tajani su X.
Mosca: «Risponderemo»
Alle parole di Tajani ha risposto il ministero degli Esteri russo, guidato da Sergej Lavrov. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti, Mosca ha assicurato che «risponderà» all’espulsione dei due militari della sua ambasciata a Roma. Intanto, ci pensa Alexei Paramonov, ambasciatore russo in Italia, a commentare la decisione del governo italiano: «Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, Roma vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia, ma questo è comunque impossibile», scrive sul suo canale Telegram. «La Russia – prosegue Paramonov – può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura»











