Il caso dei due ex agenti dei servizi segreti italiani che secondo l’accusa conducevano attività di spionaggio per conto di Mosca si è trasformato in uno scontro diplomatico con la Russia.
Le autorità italiane hanno infatti ordinato l’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia, ritenuti dagli inquirenti i referenti delle attività di spionaggio e di reclutamento degli ex agenti arrestati nei giorni scorsi. Entro tre giorni Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono, quindi, lasciare la capitale.
La vicenda ha suscitato l’immediata reazione da parte di Mosca. «L'eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia - ha scritto su Telegram l’ambasciatore russo Paramonov - espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia. Questo è comunque impossibile: infatti, la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L'Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura». Intanto, il ministero della Difesa di Mosca ha fatto sapere che «la Russia fornirà una risposta adeguata», minacciando l’Italia.










