Un imprenditore del Varesotto muore in un incidente lasciando un patrimonio da 20 milioni di euro alla compagna, con l'obbligo di trasferirlo un giorno all'unico figlio. A far scattare la battaglia legale è lo zio del bambino, allora minorenne, che ottiene la nomina di un curatore: da lì la causa contro la madre. Tribunale di Varese e Corte d'Appello di Milano annullano il testamento. Tutto il patrimonio va al ragazzo, oggi 17enne

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Aveva sette anni e frequentava la prima elementare quando, senza saperlo, è diventato il protagonista di una battaglia legale da venti milioni di euro. Un testamento anomalo, una madre contrapposta al figlio in tribunale e un'eredità che, alla fine, spetta interamente al ragazzo, oggi poco più che diciassettenne. È l'esito della vicenda giudiziaria decisa nei giorni scorsi dalla Corte d'Appello di Milano, che ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Varese: i venti milioni vanno al figlio dell'imprenditore. Trattandosi di un minorenne, le generalità dei protagonisti non sono state rese pubbliche.

Il testamento "sui generis"