Un testamento pubblico rimasto nascosto per 35 anni ribalta l’eredità di un anziano di Mesagne: la moglie viene riconosciuta unica erede e i parenti rischiano di dover restituire le somme ricevute

Un testamento pubblico rimasto “dormiente” per 35 anni ha riaperto una disputa ereditaria da circa un milione di euro. La vicenda arriva da Mesagne, in provincia di Brindisi, dove un documento del 1990 conservato nell’Archivio Notarile ha ribaltato la successione legittima aperta nel 2020 dopo la morte di un anziano senza figli. A riportarlo è la Repubblica. Il caso ruota attorno alle ultime volontà del defunto, un atto notarile con cui aveva nominato la moglie come unica erede di tutti i suoi beni. Un documento rimasto sconosciuto fino a pochi mesi fa e che ora rischia di costringere diversi familiari a restituire le somme ricevute.

Cosa è successo

Dopo la morte dell’uomo, avvenuta nel 2020, in assenza di disposizioni testamentarie note era stata aperta la successione legittima. Il patrimonio era stato quindi suddiviso tra la vedova e una rete di parenti del defunto, tra fratelli, sorelle e nipoti. La svolta è arrivata quando l’amministratore di sostegno della moglie è stato contattato dall’Archivio Notarile Distrettuale. Nei documenti conservati è riemerso il testamento pubblico firmato nel 1990, nel quale l’uomo aveva scritto: «Nomino unica erede mia moglie».