di
Vincenzo Brunelli
La compagna aveva impugnato la sentenza di primo grado, ma è stata respinta in Appello
Un padre morto all’improvviso. Un testamento «sui generis». Una madre e un figlio minorenne che si ritrovano avversari in Tribunale per contendersi un’eredità da venti milioni euro. Fino al giudizio emesso nei giorni scorsi dalla corte d’Appello di Milano, che ha confermato il verdetto del giudice di primo grado: quei soldi spettano tutti al ragazzo, che all’epoca della morte del padre andava in prima elementare e oggi ha poco più di 17 anni. Proprio considerata l’età di uno dei protagonisti della vicenda, non è possibile pubblicare le loro generalità. La vicenda inizia nel 2012 quando un noto imprenditore del Varesotto, attorno ai sessant’anni, decide di redigere il suo testamento. Quattro anni dopo muore improvvisamente, in seguito a un incidente. A quel punto il notaio rende note le sue ultime volontà, che sono all’origine di questa originale vicenda giudiziaria: l’uomo, infatti, aveva affidato tutto il suo patrimonio - stimato attorno ai 20 milioni di euro - alla sua compagna, convivente, di molti anni più giovane e madre del suo unico figlio, un bimbo che all’epoca aveva solo 7 anni.







