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Manduria, in provincia di Taranto, esiste un rito per far piovere: è la “processione degli alberi” dedicata a san Pietro, protettore dei pescatori e signore delle acque. Durante la processione degli alberi, i fedeli percorrono i 10 chilometri che separano il paese di San Pietro in Bevagna da quello di Manduria trasportando grossi tronchi di alberi in spalla: in un breve filmato dell’Istituto Luce, risalente al 1933, si vedono i cittadini tagliare e trasportare i lunghi rami in processione sorridendo, forse immaginando la pioggia che il santo donerà al territorio. Non è l’unica tradizione popolare legata al meteo che coinvolge l’apostolo. Nel nord Italia, la sera del 28 giugno, si prepara la Barca di San Pietro: un contenitore colmo d’acqua nel quale si fa colare un albume d’uovo e che si usa per prevedere se il meteo e il raccolto dei mesi futuri saranno buoni o se incombe un’annata difficile.
La processione celebrata nel tarantino è solo uno dei molti riti propiziatori che sono stati celebrati nel tempo per invocare dal cielo una pioggia scrosciante, salvatrice di raccolti. Dalle più conosciute danze della pioggia delle popolazioni indigene dell’America del nord al rituale Wosana della comunità Bakalanga del Botswana, dalle danze degli sciamani cinesi all’aquaelicium degli antichi romani, molti popoli hanno cercato la pioggia con i mezzi che avevano a disposizione: preghiere, riti, sacrifici. Poi, è arrivato il momento della tecnica.








