NOALE - La siccità mostra il suo lato peggiore e la pioggia non vuole arrivare. E se le previsioni meteo non danno segnali di cambiamento, bisogna arrangiarsi in qualche altro modo. Per questo motivo al parroco è venuta l’idea di chiamare a raccolta i fedeli esortandoli ad incontrarsi e pregare affinché piova. Con questa iniziativa partita nei giorni scorsi, don Paolo Furlan, parroco di Moniego e Cappelletta, entrambe frazioni di Noale, cerca di dare un piccolo aiuto alla cessazione del prolungato deficit idrico che si protrae da marzo, accompagnato da temperature record che nel breve sembra non vogliano scendere a livelli più umani, a cui tutti noi quotidianamente assistiamo. Con i fiumi ridotti praticamente a rigagnoli, le campagne che soffrono come non mai, nebbie fuori stagione, temperature elevate per un numero continuo di giorni sempre maggiore e un’emergenza regionale estremamente critica in corso, che ha comportato tra l’altro il divieto di prelievo non autorizzato dai corsi d’acqua per preservare la portata idrica minima, don Paolo ha pensato bene di invocare l’aiuto “dall’alto”.
L’INIZIATIVA «Quella della preghiera per la pioggia è una pratica da sempre seguita e comune a molte parrocchie di campagna – spiega don Paolo – come le rogazioni e altri riti. Basta guardarsi attorno. Non servono grandi sforzi per capire che la natura e le persone hanno bisogno dell’acqua, ma io vedo che la supplica a Dio ha anche lo scopo di aiutare il fedele a dissetarsi anche nello spirito». TRADIZIONE La preghiera cristiana per chiedere il dono della pioggia in tempo di siccità si trova nelle tradizione della Chiesa, tra cui l’orazione del Messale Romano e il testo composto dal papa Paolo VI nel 1976. Così le parrocchie di Moniego e Cappelletta durante le Sante Messe festive e feriali hanno cominciato un triduo di preghiera “per chiedere al Signore il dono della pioggia” pubblicizzato anche tramite una simpatica locandina. La risposta da parte dei fedeli è stata a dir poco entusiasta. «Sono rimasto favorevolmente impressionato – continua il presule – ho visto la partecipazione di molte persone, più di quanto mi aspettassi». Ad ogni partecipante è stato fatto dono del testo della preghiera affinché tra le mura domestiche potesse recitare anche con gli altri membri della famiglia l'orazione nei giorni successivi in quanto, come riporta in basso la locandina, non prima di una nuvoletta corredata di gocce di pioggia, "con fede e speranza il Signore ascolta la nostra preghiera".








