Non piove, le colture seccano e gli agricoltori sono in grave difficoltà. Ma non solo loro, con il settore in crisi, anche i raccolti sono in forse, i prezzi aumentano e insomma il danno per tutti è grave. Così, di fronte alla siccità che continua, sempre più allarmante nonostante alcuni temporali dei giorni scorsi, la chiesa pavese invita a pregare perché piova. Letteralmente, la Diocesi di Pavia chiede di pregare affinché il Signore faccia «dono della pioggia». In un messaggio che oggi è stato trasmesso ai sacerdoti, la Diocesi fa sapere ai parroci del territorio, una intenzione che può essere aggiunta (e adattata) nella preghiera dei fedeli nelle messe di questi giorni: «Dona la pioggia benefica - recita l’invocazione -, perché dopo la generosa semina avvenga una mietitura abbondante e a nessuno manchi il pane quotidiano. Noi ti preghiamo». L’idea è del vescovo Corrado Sanguineti ed è portata avanti dal vicario generale della Diocesi di Pavia, monsignor Daniele Baldi che ha scritto a tutti i sacerdoti diocesani. Non solo. La Curia di Pavia ricorda anche che, in alcuni momenti comunitari, è possibile utilizzare una preghiera composta dal papa San Paolo VI nel 1976, nella quale si chiede a Dio di far «scendere dal cielo sopra la terra arida la pioggia sospirata, perché rinascano i frutti e siano salvi uomini e animali». E ancora: «Ti renderemo grazie per ogni dono della terra e del cielo, con cui il tuo Spirito soddisfa la nostra sete». E se anche il cambiamento climatico è una evidenza scientifica, e il surriscaldamento un fenomeno globale con cui il pianeta tutto è costretto a fare i conti senza che le agende politiche dei governi prendano per adesso provvedimenti netti che consentano di tornare anche solo in parte indietro, una preghiera non fa calare di qualche decimo di grado le temperature, ma non danneggia la Terra. E chissà che non possa aiutare.