La startup americana Rainmaker ha annunciato di aver ottenuto la prima «validazione inequivocabile» dell'efficacia del «cloud seeding» tramite droni
I droni che bombardano le nuvole con polveri chimiche, inducendo la pioggia o la neve nell’atmosfera: non è un clamoroso segreto da complottista ma al contrario è una realtà riconosciuta. La prova provata: nello scorso mese di aprile la startup californiana Rainmaker ha dichiarato in via ufficiale di aver raggiunto la prima «validazione inequivocabile» dell'efficacia del cloud seeding attraverso i droni. È stato cioè dimostrato che il merito della caduta della pioggia è attribuibile solo e soltanto all’intervento umano, senza il quale non ci sarebbero state precipitazioni altrimenti.
Dove il cloud seeding è pratica consolidataNonostante il metodo ormai sia da anni universalmente diffuso in molte regioni del mondo, la comunità scientifica fino a ieri nutriva ancora dubbi sulla reale efficacia della tecnica. Ora si continuerà quindi a discutere solo della effettiva liceità delle sostanze chimiche impiegate e degli eventuali potenziali effetti ambientali a lungo termine che, almeno negli Stati Uniti, non sono ancora state provate data la mancanza di un ente certificatore al riguardo. Sono oltre 50 le nazioni in tutto il mondo che hanno implementato programmi di «semina delle nuvole» per aumentare le precipitazioni. Succede in Cina, che da anni gestisce il programma di cloud seeding più importante al mondo, utilizzando droni e aerei per coprire migliaia di chilometri quadrati (notizie mai confermate ipotizzano operazioni di questo tipo per ottenere condizioni meteo perfette durante le ultime due Olimpiadi in territorio cinese). Gli Emirati Arabi Uniti investono massicciamente in questa tecnologia per far piovere un paio di volte l’anno accendendo la vita nel deserto mentre negli Stati Uniti – in particolare negli stati dell’Idaho e del Wyoming - vengono seminate nubi in inverno anche per potenziare le riserve idriche delle centrali idroelettriche. Israele è stato uno dei pionieri storici nell'uso di questa tecnica per scopi agricoli. Russia e Thailandia invece la utilizzano per regolare le precipitazioni: in certi casi d’estate, si cerca di far piovere prima che possa grandinare, riducendo il rischio di danni all’agricoltura. In Pakistan e Messico la pioggia viene invece chiamata soprattutto per ripulire l'atmosfera dallo smog.








