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Una lenta agonia. La più importante azienda di trasporto pubblico del capoluogo bruzio non esce dal tunnel. E 108 lavoratori appaiono destinati a subire il licenziamento collettivo. Il giudice delegato, Marzia Maffei, ha infatti autorizzato l’avvio della procedura e il curatore fallimentare, Ferdinando Caldiero, invierà le lettere ai dipendenti già oggi. Vani i tentativi di mediazione, inutili le trattative condotte in questi lunghi mesi: l’Amaco di Cosenza sprofonda sempre più nelle sabbie mobili legate al fallimento intervenuto irrimediabilmente a causa dei debiti accumulati nel corso degli anni.
L’accordo con il Consorzio Autolinee (Tpl) che aveva assicurato l’acquisizione di tutto il personale anche in forza di una proposta relativa alla gestione dei parcheggi a pagamento in città, è saltato in ragione della posizione assunta dalle organizzazioni sindacali (fatta eccezione per la Fit-Cisl) contrarie alle ipotesi ventilate. Il curatore Caldiero, obbligato a fare cassa per dare garanzie al Comitato dei creditori, ha messo in vendita fabbricati aziendali, terreni di pertinenza, arredi interni, attrezzatura informatica e macchinari collocati nell’area storica dell’azienda in contrada Torrevecchia. Se la situazione rimanesse in stallo, la più importante città della Calabria settentrionale rischierebbe di rimanere con i collegamenti pubblici su gomma irrimediabilmente penalizzati e ridotti.








