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Il futuro di un servizio essenziale come il trasporto pubblico locale vive giorni delicati e agita lavoratori e rappresentanti politici e sindacali. La vicenda Amaco registra quotidianamente una miriade di interventi. L’orizzonte della riduzione dei servizi e dei licenziamenti collettivi non lascia sereno nessuno, dopo sette gare per la vendita dell’azienda cadute nel vuoto. L’esito negativo pure dell’ultima trattativa in Confindustria con il Consorzio Autolinee Tpl disegna un quadro nero, con un piano operativo propedeutico ai licenziamenti collettivi proposto dal curatore fallimentare dell’Amaco, Fernando Caldiero.
Ieri, forte preoccupazione è stata espressa dall’Unione Sindacale di Base. Da via don Minzoni, dove ha sede il coordinamento provinciale dell’associazione, è stata espressa «forte preoccupazione».
«Il trasporto pubblico locale non è una normale attività commerciale, ma un servizio pubblico essenziale, programmato, affidato e finanziato attraverso risorse pubbliche. Le linee interessate non possono essere considerate come un’attività liberamente cessabile senza che le istituzioni competenti assumano iniziativa e responsabilità.
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