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Aldo Cazzullo, inviato a East Rutherford

In una partita normale la Roja non avrebbe avuto problemi, dall'altra parte però ha trovato un'Argentina fatta di «ragazzacci di strada» che ha lottato fino alla fine. Messi bloccato e in lacrime

La finale è la più malinconica delle partite; e non è mai una partita normale. Se fosse stata una normale partita di calcio, la Spagna non avrebbe avuto problemi. Sono i campioni d’Europa, hanno eliminato la favorita Francia, il loro centrocampo è il più forte al mondo e durante il match ne hanno schierato uno nuovo, di valore quasi pari. Ma di fronte la Spagna non aveva un’altra squadra. Aveva una «banda di indios», come l’ha definita il ct Lionel Scaloni, pensando non tanto agli indigeni quanto ai ragazzacci di strada. Così ne è uscita una partita più nervosa che bella, di netto predominio per la Spagna e di pura sofferenza per l’Argentina. Messi, esausto, non si è acceso quasi mai; immalinconiva vederlo camminare impotente, e brillare solo a tratti e solo nel finale disperato; eppure la Roja è dovuta arrivare al secondo tempo supplementare per averne ragione. Finisce con Leo in pianto: il tempo è scaduto anche per il più grande; ma la lacrima che gli scende sulla guancia ce lo farà amare per sempre.