Adesso non è semplice trovare una favorita per questa finale. Forse, ma con tutte le cautele del caso, l'Argentina ha dalla sua parte una certa esperienza in più. Fa da contraltare la freschezza degli spagnoli, che hanno un'età media nettamente più bassa rispetto agli avversari. Sono due squadre completamente diverse: l'Albiceleste punta tutto sul suo uomo-faro Lionel Messi e sulla capacità di combattimento di tutti gli altri, la Roja invece è una vera e propria cooperativa in cui ogni singolo giocatore, che sia titolare o riserva, sa esattamente cosa deve fare e quando deve farlo. Messi giocherà la terza finale da titolare ed è un record perché l'unico giocatore ad aver giocato tre finali è stato Cafu, ma non da titolare. Per Luis De la Fuente è la prima finale mondiale (ma ne ha vinta una europea), per Scaloni è la seconda finale consecutiva e in caso di vittoria eguaglierebbe Vittorio Pozzo, l'unico CT capace di vincere due Mondiali consecutivi alla guida dell'Italia nel 1934 e nel 1938. Quasi cento anni fa, così come novant'anni fa si è giocata quella che finora era l'unica finale tra due Paesi in cui si parla la stessa lingua, Uruguay-Argentina.