Finisce 1-2 come 40 anni fa a Città del Messico. E come nell’epica sfida dell’Azteca è sempre il numero 10 dell’Argentina ha fare la differenza. In Messico fu la doppietta di Diego Armando Maradona, ad Atlanta sono i due assist di Messi, per il fuoriclasse argentino che gioca a Miami è il 12° assist ai Mondiali, che consentono alla sua nazionale nei ultimi minuti di gara di riprendere e superare l’Inghilterra. Gli aggettivi per descrivere la Pulce di Rosario sono ormai terminati. Se ne sono utilizzati un’infinità, esattamente come la sua classe che consente all’Albiceleste di centrare la seconda finale consecutiva di una Coppa del Mondo. Domenica a New York contro la Spagna, la Scaloneta proverà a cucinarsi la quarta stella eguagliando il numero di vittorie di Italia e Germania.

In casa inglese, invece, non può che esserci tanto rimpianto. I Tre Leoni, infatti, erano riusciti a sbloccare il match grazie alla rete di Gordon dopo appena dieci minuti dall’inizio del secondo tempo. Una rete che doveva dare fiducia e ulteriore coraggio alla nazionale di Tuchel, che avrebbe dovuto affondare il colpo approfittando del logico momento di smarrimento degli argentini. E invece il ct tedesco, che certamente verrà travolto dalle polemiche, decide di abbassare il baricentro della propria squadra lasciando campo e giocate all’Argentina. Un errore che non poteva che essere pagato, visto che mancavano 35 minuti più recupero alla fine e visto che l’Albiceleste in questo Mondiale aveva dimostrato in più di una circostanza di avere testa e capacità per ribaltare qualsiasi situazione sfavorevole.