Dopo l'europeo, la Roja conquista il mondiale 16 anni dopo il primo. Contro l'Argentina in 10, decide ai supplementari Ferran Torres su magia di Williams. È il mesto addio di Messi

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Novanta minuti di scarso spettacolo, con una squadra a fare la partita e un'altra a imbruttirla cercando di non far giocare gli avversari. Poi i supplementari nei quali è Ferran Torres, El Tiburon o lo "squalo" del Barcellona - al primo centro nel torneo dove ha fatto la riserva di Oyarzabal - a spostare l'equilibrio della gara sfruttando l'assist di Nico Williams e a consegnare alla Roja la sua seconda Coppa del Mondo.La Spagna in due anni centra l'accoppiata europeo-mondiale come accaduto nell'era Del Bosque (2010-2012) con pieno merito per il percorso compiuto nel torneo americano (unico neo, il debutto deludente con Capo Verde che comunque più avanti ha fatto soffrire anche l'Argentina). Yamal raccoglie così il testimone da Messi - assente non giustificato come la sua Nazionale nell'ultimo atto del torneo - che con dieci anni di ritardo rispetto al suo annuncio (fortunatamente per l'Albiceleste e il calcio) la lascerà. Nessuno dei due risulta protagonista, ma il gioiellino del Barcellona avrà tempo di mostrare ancora il suo talento e intanto si prende il primato di più giovane calciatore a vincere le due competizioni di fila. De la Fuente, alla 50ª partita da ct, corona il sogno di imitare uno dei suoi più illustri predecessori e persino di cancellare il primato dell'Italia di Roberto Mancini: sono 38 le gare senza sconfitta per le Furie Rosse, intenzionate ad aprire un nuovo ciclo.