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Dopo sedici anni la Spagna vince nuovamente la Coppa del Mondo: è il secondo titolo Mondiale dopo quello ottenuto in Sudafrica nel 2010. Ha deciso un gol di Ferran Torres nel secondo tempo supplementare, dopo una partita a senso unico.
La Spagna fa pesare il proprio predominio, l’Argentina prova a resistere e a ribellarsi; lo spartito è un riflesso storico che si ripropone nel giorno dell’indipendenza rioplatense e che ridesta malanimo tra dominanti e dominati. Yamal ci prova subito trovando la risposta del portiere argentino. I sudamericani pensano soltanto a rompere il gioco, sono scarsamente propositivi, mentre la Spagna attacca, ma finalizza poco; Oyarzabal ci prova con un sinistro violento che il portiere argentino blocca senza affanni, poi - prima dell’intervallo - Cuccurella ci prova con un tiro mancino dalla distanza che non trova lo specchio della porta.
Dopo l’interminabile intervallo - 27 minuti! - per lo spettacolo in stile Super Bowl - Scaloni inserisce Paredes in mezzo al campo per provare a sovvertire lo spartito, ma la mossa cambia poco; l’Argentina fatica a innescare Leo Messi che non viene mai messo nelle condizioni di giocare una finale da attore non protagonista.










