Yamal e Messi
Una poltrona per due. Spagna e Argentina questa sera si giocheranno un posto nella storia del calcio. Gli spagnoli, tornati a disputare l’atto finale della competizione dopo 16 anni, sperano di cucirsi sul petto la seconda stella e chiudere un cammino cominciato nel 2022 che ha prodotto 37 risultati utili consecutivi, come l’Italia di Roberto Mancini, e un campionato europeo. Gli argentini per realizzare un uno-due incredibile, riuscito soltanto agli Azzurri di Pozzo negli anni Trenta e al Brasile di Pelé nei Sessanta. Il sogno de “La cuarta estrella”, diventata anche una canzone che ha caratterizzato le giornate mondiali dei tifosi dell’Albiceleste, per chiudere nel migliore dei modi l’epopea Messi e consentire così alla Pulce di Rosario di poter reggere il confronto con Maradona.
Sarà anche la sfida tra due allenatori molto simili: Scaloni e de la Fuente. Due commissari tecnici proletari, preparati e capaci di emozionarsi ed emozionare. Due tecnici vincenti. Quello argentino ha giocato quattro partite per un titolo: sempre vincente. Il Mondiale in Qatar, due Coppe America, la finalissima con l’Italia. I suoi numeri, nelle varie competizioni escluse le amichevoli, con la Selección sono impressionanti: le partite giocate sono 69 e le vittorie ben 52 (75%). I pareggi sono 10 e le sconfitte solo 7 per una media punti di 2,41. Quello spagnolo non è da meno del collega. Giocherà l’ottava finale della sua carriera, con cinque vittorie e due sconfitte, una a rigori. Il suo obiettivo, come dichiarato nella conferenza stampa pre gara, è quello di emulare il suo mentore Vicente Del Bosque: diventare il terzo allenatore, insieme a lui e al tedesco Helmut Schön, a conquistare Europeo e Mondiale.










