La finale di un Mondiale non è mai soltanto una partita di calcio. Quella di stasera tra Spagna e Argentina lo è ancora meno. Al MetLife Stadium di New York, nell’impianto che tra quattro anni ospiterà anche le finali del Mondiale per club e che è diventato il simbolo della nuova dimensione del calcio targato Fifa, si sfidano i campioni d’Europa e quelli del Mondo in carica. Ma insieme al pallone entrano in campo politica, spettacolo, miliardi di dollari e due idee molto diverse di questo sport.

È il Mondiale dei record. Quello che ha portato la Coppa del Mondo a 48 squadre e che, secondo le stime, garantirà alla Fifa ricavi quasi doppi rispetto all’edizione del Qatar del 2022. È anche il primo Mondiale interamente pensato per il pubblico globale dell’intrattenimento americano. Non a caso, per la finale è stato organizzato il primo halftime show della storia della competizione, sul modello del Super Bowl, con un cast di star internazionali che comprende, tra gli altri, Justin Bieber, Madonna e Shakira. Prima del fischio d’inizio spazio anche a Laura Pausini, Robbie Williams, Nicole Scherzinger e Tom Cruise. Per novanta minuti, o forse qualcosa di più, il calcio sarà soltanto uno degli ingredienti dello spettacolo.