| 19 Luglio 2026 16:02 |
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(Adnkronos) – “Io penso in primo luogo che questa storia ci dovrebbe insegnare che in Italia girano troppe pistole, un numero sorbitante, rendendo molto più pericoloso per tutti noi guirare per strada. La prima cosa che farei se fossi al governo è fare una ricognizione molto approfondita sui detentori di armi, ovviamente non quella da caccia, ma quelle da cosiddetta difesa personale, perché quasi mai la difesa personale fatta con la pistola non si traduce in un disastro, un disastro anche per chi si difende. Noi non vogliamo, io spero che nessuno voglia, tolto forse Salvini, vivere nel Far West o negli Stati Uniti dove sono i privati cittadini si fanno giustizia da soli. Stiamo parlando di un caso molto particolare, di un atto criminale che si compie e un signore certamente esasperato, che però esce fuori e regola questo conto sparando. Quindi compie un reato. Questo non è discutibile, non è legittima difesa da questo punto di vista. Il problema è che per avere la grazia ci vuole il fatto che uno si sia pentito del reato, cosa che lui per il momento non ha fatto, anzi dice: ‘Io lo rifarei’. E questo rappresenta un problema”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in collegamento con Ponza d’autore, la rassegna ideata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, commenta la vicenda di Mario Roggero.











