«Ero l'assessore scomodo». Cosimo Maraglino, ex blogger e ormai anche ex assessore della giunta guidata da Giancarla Zaccaro a Massafra racconta la sua verità sul defenestramento dopo la condanna a 2 anni per tentata estorsione.
Maraglino, la sindaca Zaccaro ha parlato di verifica politica e amministrativa sull'operato dell'intera maggioranza, ma nessuno in città dubita che l'azzeramento sia nato anche dalla sua vicenda giudiziaria. Si sente il capro espiatorio di una crisi politica più ampia, o riconosce che la condanna di primo grado rendeva la sua permanenza insostenibile?
«La vicenda giudiziaria che mi riguarda non ha nulla a che vedere con la crisi politica di questa amministrazione. La crisi politica di questa amministrazione è nata quando quattro consiglieri di maggioranza si sono uniti a un gruppo di consiglieri di opposizione per entrare in Forza Italia, che in campagna elettorale era contro questa amministrazione e oggi si ritrova in maggioranza. La causa giudiziaria che mi riguarda è stata soltanto una scusa per poter mettere alla porta l'unico assessore che faceva troppe domande scomode, mandando mail ai dirigenti e cercando di capire come venivano affidati gli appalti e come veniva gestita la macchina amministrativa. La condanna in primo grado è una condanna che è servita giusto a togliermi di mezzo perché, come ben sappiamo, una persona è innocente fino al terzo grado, per la presunzione di innocenza. E le dico di più: sono stato dal primo momento contrario al modo di fare le commissioni consiliari, ma mai nessuno mi ha voluto ascoltare, e questo è uno dei motivi per il quale la mia presenza era scomoda all'interno di questa macchina».









