Giustizia

Luca Rocca

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L’accusa che nel febbraio del 2019 era piovuta addosso all’ex senatore Pietro Fuda era di inaudita gravità: aver permesso alla potente cosca di ’ndrangheta dei Commisso di Siderno, nella locride, di mettere le mani sul Comune, favorendone gli interessi, e persino piazzando un loro uomo, nonché parente, alla presidenza del Consiglio comunale. Lo avrebbe fatto, Fuda, nella sua veste di sindaco di Siderno, carica che aveva assunto nel 2015 fino al 2018, anno in cui il Consiglio dei ministri sciolse il Consiglio comunale per sospette infiltrazioni mafiose.

Fuda assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa