L’accusa che nel febbraio del 2019 era piovuta addosso all’ex senatore Pietro Fuda era di inaudita gravità: aver permesso alla potente cosca di ’ndrangheta dei Commisso di Siderno, nella locride, di mettere le mani sul Comune, favorendone gli interessi, e persino piazzando un loro uomo, nonché parente, alla presidenza del Consiglio comunale.