L’esodo estivo sta per partire e gli automobilisti sono alle prese con i rincari seguiti alla fine del taglio delle accise sui carburanti, seguito a stretto giro dalla ripresa del conflitto tra Usa e Iran con conseguente nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Dal 4 luglio il governo ha lasciato scadere lo sconto introdotto nei mesi precedenti senza prevederne la proroga e, a poco più di due settimane di distanza, i prezzi della benzina alla pompa hanno superato i 2 euro in autostrada Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a domenica 19 luglio, in modalità self service in città il pieno di verde costa in media 1,934 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 2,089 euro. Lungo la rete autostradale, dove la media è di 2,023 euro per la benzina e 2,161 euro per il diesel.

La scelta dell’esecutivo coincide con una fase di forte tensione sui mercati dei carburanti. Va però distinto l’effetto fiscale da quello delle quotazioni internazionali. I prezzi alla pompa non seguono direttamente l’andamento del petrolio greggio, ma dipendono soprattutto dall’evoluzione dei prezzi dei prodotti raffinati, oltre che dal cambio euro-dollaro, dai margini della filiera e dalla componente fiscale. Dopo lo stop della tregua tra Usa e Iran sono state le quotazioni internazionali di benzina e gasolio a mostrare una maggiore volatilità, contribuendo a sostenere i listini praticati dai distributori.