Le incognite del conflitto in Medio Oriente fanno ballare le quotazioni del petrolio e i prezzi dei carburanti, stabilmente sopra i due euro anche per la benzina in autostrada da venerdì 17. Il Brent arriva a superare i 90 dollari al barile, dopo la nona notte di forti attacchi statunitensi in Iran, e poi inverte la rotta con le notizie sugli sforzi diplomatici per una nuova tregua. Ad aggiungere incertezza ai mercati energetici gli Houthi yemeniti che annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita.

Il gas tocca un picco massimo da marzo, sul mercato di Amsterdam, 60 euro a megawattora, poi rallenta la corsa e termina gli scambi a 58,36 euro, in rialzo dell'1,7% dall'ultima seduta. I carburanti continuano a salire. La benzina tocca 2,025 euro in autostrada modalità self e 1,935 sulla rete stradale, secondo i dati dell'Osservatorio del ministero delle Imprese. Il gasolio, invece, in autostrada raggiunge 2,164 euro e sulle altre strade 2,091, ai massimi da aprile.

Le associazioni dei consumatori premono per un nuovo taglio delle accise. Quando è stato varato il primo intervento del governo, il 18 marzo - sottolinea l'Unione nazionale consumatori - i prezzi medi della benzina erano inferiori di quelli attuali. Il Codacons calcola che un pieno di diesel costa oggi 10,4 euro in più rispetto a inizio luglio, quando è scaduto l'ultimo taglio delle accise, e un pieno di verde 6,6 euro in più.