Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNiente azzeramento delle rateizzazioni già ottenute e niente corsa alla cassa per salvare lo sconto sulle sanzioni. Sono i due paracadute fiscali che l’Agenzia delle entrate riconosce alle imprese che accedono alla composizione negoziata. I piani di dilazione in corso non devono essere sacrificati sull’altare dell’accordo transattivo: l’intesa con il Fisco può mantenerli e costruire il nuovo assetto del debito sulla loro prosecuzione fino all’esaurimento. E, se l’accordo non viene concluso o non ottiene l’autorizzazione del giudice, la vecchia rateizzazione continua a produrre effetti, a condizione che nel frattempo non sia intervenuta la decadenza.

Ancora più forte l’apertura sugli avvisi bonari. Per conservare la sanzione nella misura minima basta che, alla data di deposito dell’istanza di nomina dell’esperto, il termine di pagamento non sia ancora scaduto. Non occorre versare alla scadenza ordinaria: il mancato pagamento non fa perdere il beneficio, perché il termine resta sostanzialmente congelato durante le trattative. Il conto potrà essere saldato alla conclusione del percorso oppure secondo tempi e modalità fissati nell’accordo transattivo. Una boccata d’ossigeno che può arrivare fino a 180 giorni, prorogabili per altri 180, senza trasformarsi però in un condono: il pagamento resta dovuto, cambia il momento in cui deve essere eseguito.