Ho cominciato a fare politica con Rita Borsellino. Per molti anni via D’Amelio è stata una delle mie case politiche, dove per tanti anni ho dato il mio contributo proprio per pensare e realizzare, insieme a tanti ragazzi e ragazze, la commemorazione del 19 luglio.

Rita ci ha insegnato cose molto semplici, ma molto difficili.

Via D’Amelio, il 19 luglio più che negli altri giorni, doveva essere innanzitutto un luogo che si riempiva di vita, non doveva essere teatro di verità accomodanti e poi non doveva diventare la strada degli scontri.

Senza perdere mai coerenza.

Era la stessa coerenza con cui, nel 1994, lei rifiutò di ricevere a casa Silvio Berlusconi arrivato senza preavviso e lo lasciò alla porta.