Dalle istituzioni arriva un richiamo comune alla memoria, alla legalità e alla ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio. Nel trentaquattresimo anniversario dell’attentato in cui furono uccisi Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda che il 19 luglio «ha segnato la storia d’Italia» e anche la sua vita. Del magistrato richiama l’eredità di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani, ribadendo l’impegno contro la criminalità organizzata.Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi definisce l’eccidio «una ferita indelebile» e rende omaggio a magistrati, forze dell’ordine, imprenditori e giornalisti che hanno combattuto le mafie fino al sacrificio della vita. Un esempio, sottolinea, che continua a guidare chi mette le proprie energie al servizio del bene comune.Il presidente della Regione Renato Schifani lega il dovere della memoria alla necessità di arrivare a una verità completa. «Solo una verità completa rende davvero giustizia alle vittime», afferma, indicando nel coraggio di Borsellino e della sua scorta un messaggio da trasmettere alle nuove generazioni.Sulla stessa linea il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ricorda come restino ancora «interrogativi aperti». Le sentenze, osserva, hanno accertato responsabilità decisive, ma la ricerca della verità deve continuare. «Una democrazia non può considerarsi pienamente in pace con se stessa finché non ha il coraggio di cercare fino in fondo la verità»
Via D’Amelio, la premier Meloni: «Il 19 luglio ha segnato anche la mia vita»
Dalle istituzioni arriva un richiamo comune alla memoria, alla legalità e alla ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio. Nel trentaquattresimo anniversario...













