Esattamente un anno fa, proprio da questo giornale, Domani, ponemmo dieci domande alla presidente del Consiglio e alla presidente della Commissione Antimafia. Eravamo, come oggi, nei giorni dell'anniversario di Via D'Amelio.
In buona sostanza le dieci domande potevano essere riassunte in una, di fondo: perché, mentre celebrate, in prima fila, gli anniversari delle vittime delle mafie, come governo e maggioranza state indebolendo presidi di legalità? E facevamo, purtroppo, diversi esempi.
Soltanto la cronaca di questi giorni e settimane conferma molte di quelle domande e ne propone altre.
La prima è di giovedì 16 luglio. Come è possibile vietare alla procura di poter utilizzare le chat delle conversazioni tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e il ristoratore Caroccia, suo socio nella famigerata Bisteccheria e uomo del clan Senese? Eppure quelle chat potrebbero servire per indagini contro le mafie, essere utili alla procura di Milano che indaga su Hydra, sulle attività criminali di quella società di fatto tra mafie, i Senese, Messina Denaro, sui rapporti di queste con la Politica (tutti ambienti della destra lombarda). Delmastro si è ignominiosamente dimesso da sottosegretario troppo tardi, dopo anni di irresponsabile gestione delle carceri, del Dap, della Polizia penitenziaria. Avrebbe dovuto farlo da molto tempo.












