Dicono di essere contro la mafia e invocano il nome del giudice Paolo Borsellino, poi si schierano contro il sequestro delle chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto dopo una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Solo tre giorni fa, ricordando il giudice ucciso nella strage di via d’Amelio, Giorgia Meloni diceva di voler “continuare a percorrere la strada che ci ha indicato in difesa della legalità”. Oggi, come previsto, il centrodestra compatto ha votato No in giunta per le autorizzazioni di Montecitorio alla richiesta della procura di Roma di poter avere accesso alle conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e il padre della sua ex socia del ristorante Bisteccherie d’Italia. Uno stop che, come paventato dalla magistratura, protegge ancora una volta la politica e renderà più difficili le indagini sugli affari del clan Senese e la criminalità organizzata sul terrtorio. Il caso è scoppiato dopo le rivelazioni de il Fatto quotidiano di marzo scorso che hanno portato alle dimissioni di Delmastro dall’incarico di governo. Ora la pratica passa all’Aula della Camera che il 30 luglio dovrà esprimersi in maniera definitiva e salvo colpi di scena della maggioranza, confermerà il voto della giunta.