Le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e il resto dei soci dell’ormai famosa Bisteccheria d’Italia non devono venire acquisite dei pm capitolini che indagano sulla società Cinque Forchette srl in cui il meloniano (non indagato) era in affari coi Caroccia e cioè i prestanome del clan Senese.

Caso Delmastro e intercettazioni, se Meloni combatte la mafia solo a parole

senatore Pd

È quanto deciso dalla Giunta parlamentare per le autorizzazioni dove questa mattina si è proceduto alle votazione. La decisione finale spetterà però all’Aula dove, probabilmente dopo la pausa estiva, arriverà la proposta (di negare il sequestro della corrispondenza) presa oggi dalla stessa Giunta alla Camera.

«Secondo la procura – si legge nei documenti della Giunta – quelle chat» possono essere «rilevanti per verificare le modalità di costituzione, finanziamento e gestione della società operante nel settore della ristorazione. In tale prospettiva, la procura» ritiene «necessario – si legge ancora – verificare se tale nuova attività sia stata avviata o gestita anche mediante risorse provenienti dal gruppo criminale sopra richiamato e se i proventi dell’impresa fossero destinati, almeno in parte, a tale gruppo. Viene pertanto contestata, allo stato delle indagini, anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa».