A venticinque anni dai fatti del G8 di Genova, Mario Placanica torna a parlare pubblicamente di quanto accadde il 20 luglio 2001. In un’intervista rilasciata al Tg1, l’ex carabiniere calabrese ha ricordato i momenti degli scontri in piazza Alimonda e il peso che quella giornata continua ad avere sulla sua esistenza. “È come se una parte fosse morta dentro di me. È cambiato il mio destino quel giorno”, ha dichiarato Placanica, che all’epoca aveva 21 anni ed era in servizio a Genova durante le manifestazioni contro il vertice dei Grandi della Terra.
Il racconto dei momenti degli scontri
Nell’intervista al Tg1, Placanica ha ricostruito le fasi dell’assalto al Defender dei carabinieri sul quale si trovava insieme ad altri militari. Secondo il suo racconto, il mezzo venne circondato e colpito con pietre e altri oggetti contundenti. “Ci hanno attaccato e ci buttavano addosso di tutto. La nostra vita era in pericolo. Io ho cercato di sparare più in alto possibile. Davanti a me non c’era nessuno”, ha affermato, spiegando inoltre di essere stato “allucinato dai lacrimogeni” e di convivere ancora oggi con il dolore per quanto accaduto.
Le conseguenze personali
In una distinta intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex carabiniere ha descritto il difficile percorso affrontato negli anni successivi ai fatti del G8, raccontando una condizione di profonda sofferenza personale e l’isolamento che, a suo dire, ha caratterizzato la sua vita dopo quella vicenda.










