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Mario Placanica oggi ha 45 anni e vive in una frazione di Catanzaro, in Calabria. È l’ex carabiniere che il 20 luglio 2001 a Genova sparò due colpi di pistola in piazza Alimonda a Genova, dove tra il 19 e il 21 luglio 2001 si tenne il G8, la riunione dei leader delle principali potenze economiche mondiali. Uno dei proiettili sparati da Placanica colpì al volto Carlo Giuliani, un manifestante di 23 anni, uccidendolo. In vista dei 25 anni del G8 Placanica ha dato una lunga intervista a Repubblica, in cui ripercorre i fatti di quei giorni e le sofferenze che ha attraversato negli anni successivi.

Placanica non fa più il carabiniere dal 2005, quando fu dichiarato non idoneo per via di disturbi legati all’ansia. Nel 2001 aveva vent’anni ed era in servizio da meno di un anno. Fu indagato per omicidio per la morte di Giuliani, poi venne prosciolto per uso legittimo di armi e legittima difesa. «Un po’ sono morto anch’io quel giorno», ha detto Placanica al giornalista Corrado Zunino.

Per il G8 Placanica era stato assegnato a un battaglione dei carabinieri incaricato di pattugliare le strade. A Genova erano arrivate migliaia di persone per partecipare alle manifestazioni organizzate dai movimenti no global, contrari al modello di sviluppo economico che si basa sulla globalizzazione. In città fu istituita una “zona rossa” e vennero schierate 20.000 unità appartenenti alle forze dell’ordine.