Il visionario artista francese chiude, in piazza Roma, la prima edizione dell'Open Jazz Modena. Il saluto al Baluardo è stato con Hervé Samb & Band mentre al Giardino Ducale Estense il finale è stato affidato al collettivo C'Mon Tigre. Appuntamento al 2027

Piazza Roma incontra il futuro attraverso l'Opera Totale di Jean Michel Jarre che ha portato all'Open Jazz Modena la sua visionarietà artistica. Il settansettenne artista di Lione ha chiuso, con una perfomance ipnotica, la prima edizione dell'Open Jazz Modena che per una settimana ha trasformato la città emiliana in un punto di riferimento musicale europeo grazie ad artisti quali Joss Stone, Gregory Porter, Francesca Tandoi, Moby, Aaron Parks, Emma Smith, Laura Agnusdei, Jamie Callum, il nostro splendido Luca Carboni e la respingente Diana Krall. Jazz Open Modena nasce da una costola dello storico festival di Stoccarda, annoverato tra i tre principali festival europei dedicati al jazz e alla musica contemporanea. Per la prima volta è arrivato in Italia, a Modena, sotto la direzione artistica di Jurgen Schlensog. Il palco principale era allestito in Piazza Roma, alcuni concerti gratuiti detti Open Stages si sono svolti all’interno del Giardino Ducale Estense mentre il fascinoso Baluardo ha ospitato un ciclo di intimi, raffinati live. Il Museo Enzo Ferrari di Modena era il premium sponsor. Open Jazz Modena è partito tra luci e ombre ma sera dopo sera ha saggiamente e abilmente aggiustato il tiro mostrando al pubblico il suo volto migliore e moltiplicando l'internazionalità di Modena. Sono certo che nel 2027 ogni spigolo verrà limato, a partire dall'ignominioso spritz alla spina (venduto all'esorbitante cifra di 8 euro) fino a programmare i concerti gratuiti in un orario diverso da queli a pagamento affinché anche chi ha pagato un biglietto possa assistervi.