È il giorno per chiudere i conti. Con la storia, non soltanto con questo Mondiale. Forse sarà anche il giorno dell’addio. Forse. Mai dire mai. Ma che fantastico addio sarebbe? Se… Se l’extraterrestre dovesse farcela di nuovo, discussioni finite. Maradona è meglio ‘e Pelé? Sì, va bene, probabilmente sì. Ma non sarebbe più importante stabilirlo. Perché sarebbe impossibile, a quel punto, non incoronare Messi come il più grande di tutti i tempi.

È il giorno del possibile sorpasso definitivo. Sempre che non sia già avvenuto. Come pensano gli americani, stupiti dal fatto che ci sia ancora qualcuno che ne dubiti. Sapete, loro si attaccano ai numeri, ne sono persino in qualche modo schiavi. Dicono che i numeri non mentono mai, sono sostanzialmente l’unica chiave di lettura dei valori dello sport, da queste parti. E snocciolano tutti i record mondiali di Messi. Uno per la verità va riconquistato, perché ieri Mbappé glielo ha sottratto: il maggior numero di gol segnato ai Mondiali, ora il francese ne ha 22 e lui 21. Ma tutti gli altri sono lì a testimoniarne la superiorità. Ricapitolando: maggior numero di assist 12 (era di Maradona 8); maggior numero di contributi ai gol, cioè reti più assist 33 (era di Pelé 18); maggior numero di dribbling riusciti 118 (era di Maradona 105); maggior numero di occasioni create 99 (era di Maradona 71); maggior numero di occasioni create in una sola edizione 25 (era già suo 21); maggior numero di contributi ai gol, cioè reti più assist, nelle fasi a eliminazione diretta 17 (era di Pelé 12); maggior numero di trofei MVP vinti in un’unica edizione 5 (era di Sneijder 4); maggior numero di designazioni come migliore giocatore del Mondiale 2 (nessuno ne aveva mai avuta più di una). Tutti primati che oggi può ancora migliorare. E poi, rispetto a Maradona, è già davanti anche come risultati ottenuti ai Mondiali: una vittoria (per ora) e due finali giocate, contro una vittoria e una finale. Ma su questo terreno Pelé è imbattibile: ne ha vinti tre, per cui è irraggiungibile, salvo autentici miracoli di longevità, illogici, ma da non escludere totalmente, visto che parliamo di Messi, un trentanovenne che, con la sua capacità di amministrarsi, conclude tutte le partite più fresco dei ventenni.