A volte ritornano; sarà magari un po’ banale ma il riferimento all’horror (la più che abusata e popolarissima citazione riguarda un’antologia, diciamo così, di racconti di Stephen King) è quasi d’obbligo, quando si parla di Cosa nostra che non demorde mai, anzi è sempre pronta a mordere, ferire, sparare, incendiare. E a 34 anni dalle stragi di Capaci contro Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta e da quella che vide cadere Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta in particolare - il cui anniversario cade oggi - ciò che viene fuori dalle indagini della Dda di Palermo, diretta da Maurizio de Lucia, inquieta non poco: la recrudescenza di episodi violenti, che un po’ rappresentano l’essenza stessa della mafia, è unita infatti a ordini che arrivano da ex detenuti tornati liberi o direttamente dal carcere. Il procuratore esprime preoccupazioni ma anche certezze investigative.Indietro non si torna, però purtroppo pare proprio che la mafia, dopo anni di calma apparente, voglia riprendere a usare la violenza in modo sistematico. Non certo un buon viatico, in tempo di commemorazioni dei martiri della lotta contro la mafia di un tempo, quella guidata dai Corleonesi.