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mafia

di Anna Follari

14 Luglio 2026, 00:05

«La strage di Capaci ha cambiato tutto. Trentaquattro anni fa l’Italia fu costretta a fare i conti con qualcosa di spaventoso ma anche un male che molti avevano finto di non vedere. Gli italiani compresero allora che ognuno aveva la sua responsabilità in questa battaglia. È evidente che per Cosa Nostra il giudice Falcone meritava una punizione esemplare, la più feroce e più violenta. Doveva essere un messaggio: nessuno doveva sfidare la mafia. Ma Cosa nostra ha fatto un errore di valutazione». È una delle considerazioni principali della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha partecipato, a Palazzo Jung, alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma su il 23 maggio 1992 viaggiavano Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Con lei il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco Roberto Lagalla, il procuratore capo Maurizio De Lucia, il prefetto Massimo Mariani e Maria Falcone, sorella di Giovanni e presidente della Fondazione a lui intitolata.